C’è una storia che arriva dal Texas e che racconta, più di quanto possa sembrare, quanto ormai tutto sia infrastruttura critica. Protagonista della vicenda – raccontata dal Wall Street Journal – è il trader Salem Abraham, che ha iniziato a studiare la manutenzione dei pali in legno che negli Stati Uniti costituiscono una parte importante dell’architettura della distribuzione dell’energia elettrica, soprattutto nei piccoli centri che costellano il Paese più che nelle grandi aree urbane. L’interesse di Abraham per i pali in legno nasce dal devastante impatto del più grande incendio mai registrato nella storia del Texas, divampato nel febbraio 2024 e che ha provocato anche la morte di due persone e di oltre 15.000 capi di bestiame.

Questa è la cornice di una storia che sta avendo anche risvolti legali ed economici, ma il punto centrale è la tenuta delle infrastrutture elettriche americane, che in molti casi risalgono al secondo dopoguerra e che oggi non sono più adeguate a sostenere una domanda di energia destinata ad aumentare con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e con il processo di elettrificazione in corso. In Nord America, una parte rilevante dell’infrastruttura elettrica si regge ancora su circa 150 milioni di pali in legno. Non esiste neppure un database centrale che li censisca tutti. Su questi pali passano reti elettriche, telecomunicazioni e infrastrutture rurali.

In Italia?

In Italia la situazione è radicalmente diversa, sia per la struttura della rete sia per la diversa distribuzione dei centri urbani e per gli investimenti realizzati negli anni. I problemi, però, esistono anche qui. È significativo che il piano di resilienza di E-Distribuzione individui esplicitamente tra i principali fattori di rischio i manicotti di neve e ghiaccio sui conduttori, il vento, la caduta di alberi sulle linee aeree e le ondate di calore.

Non si può quindi dire genericamente che i “pali in legno” rappresentino un problema anche per l’Italia. Sono però un esempio molto chiaro di come un sistema di elettrificazione concepito in larga parte nel secolo scorso si trovi oggi davanti a una sfida epocale: adeguare reti e infrastrutture non soltanto ai rischi esterni, come mostra il caso del Texas, ma anche alla gestione di carichi e richieste energetiche profondamente diversi rispetto al passato.