La Commissione europea ha presentato l’EU Water Resilience Investment Accelerator, un’iniziativa nell’ambito di Green Assist che sosterrà 20 progetti pilota innovativi nel settore della resilienza idrica. L’obiettivo è mettere in contatto investitori, fornitori di soluzioni tecnologiche e operatori dei settori maggiormente esposti alle criticità legate all’acqua, favorendo la realizzazione di progetti replicabili in tutta l’Unione europea. L’iniziativa della Commissione punta soprattutto a mobilitare nuovi capitali verso un settore sempre più strategico, ma nel quale gli investimenti continuano a essere insufficienti rispetto alle necessità.

Assenza di investimenti.

Il dato con cui confrontarsi è che la resilienza idrica non è più soltanto una questione ambientale, ma anche un problema di capacità infrastrutturale e di mobilitazione di capitali, compresi quelli privati. Per dare piena attuazione alla legislazione europea vigente in materia di acqua servirebbero infatti 23 miliardi di euro aggiuntivi ogni anno, equivalenti a circa lo 0,1% del PIL dell’Unione. Attenzione però: questa cifra rappresenta la differenza stimata tra gli investimenti necessari e quelli attualmente disponibili, non l’ammontare complessivo degli investimenti richiesti.

Gli investimenti in Europa non mancano, ma gli obiettivi comunitari sono particolarmente ambiziosi. La Water Resilience Strategy dell’Unione europea introduce infatti un obiettivo di miglioramento dell’efficienza idrica di almeno il 10% entro il 2030, oltre a promuovere il ripristino del ciclo dell’acqua, la sicurezza degli approvvigionamenti, l’innovazione e una maggiore capacità di affrontare le crisi climatiche.

La Commissione europea stima dunque un deficit annuale di 23 miliardi di euro per dare piena attuazione alla legislazione vigente e, contemporaneamente, punta ad affrontare problemi sempre più rilevanti come la siccità, la scarsità idrica e la vulnerabilità del settore agricolo. Ma non è affatto scontato che colmare questo deficit permetta di raggiungere tutti questi obiettivi. La stessa Commissione riconosce infatti che il contrasto alla siccità richiede anche una migliore gestione della domanda, investimenti nelle infrastrutture verdi, una maggiore capacità di trattenere l’acqua nel suolo e l’adattamento dei sistemi produttivi.